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IL CRISTINESIMO IN CITTÀ
 


Storia precristiana

Ignoto il nome dei fondatori dell'agglomerato urbano sul mare, nel golfo orientale del Mediterraneo - con alle spalle una fertile piana e difesa dalle motange Amanus (ora Nur dağları) - che lambisce le coste di Cilicia e Fenicia, noto come Myriandos.
La città di Iskenderun sembra che si debba identificare con Alessandria ad Issum, città fenicia di Miriandro. A circa 37 km da essa, nella piana d'Isso, Alessandro Magno riportò una famosa vittoria contro Dario III (333 a.C.). La battaglia che contrappose l'esercito macedone alla «grande armata» persiana, fu vinta grazie alla solidità della fanteria macedone ed all'intelligente impiego della cavalleria da parte di Alessandro.
A seguito della vittoria ottenuta questi fondò nuovamente la città dandole il proprio nome: Alessandria ad Issum o Scabiosa (montagnosa). Nell'intenzione del rè macedone, essa — a motivo della sua posizione favorevole — doveva attirare il commercio delle grandi carovane della Mesopotamia. Tuttavia la scelta successiva dei Seleucidi di rendere capitale del loro regno Antiochia e come porto di essa Seleucia Pieria, ridussero l'importanza di Alessandria.
Prima di partire per la guerra contro i Giudei, conclusasi con l'espugnazione di Gerusalemme (70 d.C.), l'imperatore Tito venne qui per assumere il comando di due legioni che lo attendevano.

I primordi del cristianesimo in città

In questa città si eresse un episcopato ma abbiamo a disposizione solo il nome di pochi vescovi. Nella Cronaca di Dionigi di Telmahar si trova la menzione di un ignoto vescovo di Alexandria parva (piccola Alessandria), vissuto attorno al 200. Nel 260 d.C. la città viene distrutta dai Persiani di Sapore I. Significativo il fatto che il primo vescovo conosciuto, Esichio di Alessandria Minore, compaia nella lista dei 9 vescovi di Cilicia presenti al concilio di Nicea (325). Questo numero, congiunto alle testimonianze d'un episcopato di campagna (corepiscopato), relativamente diffuso, portano a concludere che nella regione il cristianesimo, già agli inizi del IV secolo, dovette trovare una notevole espansione. Ancora alla seconda metà del VI secolo la Chiesa di Alessandretta risulta inclusa nella provincia della Cilicia Seconda. Nel 540 viene di nuovo danneggiata dai persiani di Cosroe.
Il nome di Ìskenderun, con il quale attualmente viene denominata, risale all'epoca della conquista da parte degli arabi, avvenuta nel VII secolo. Agli inizi del X secolo, però, la diocesi non esiste più suppur tuttavia il cristianesimo continua ad vivere nella città, seppur sembra avere Antiochia come centro di riferimento. Fu occupata dai Bizantini nel 968, da dove partirono per l'assedio di Antiochia, caduta il 29 ottobre 969. Con lo scisma greco del 1054 tutta la zona dell'Antiocheno passa alla dipendenza del Patriarca di Costantinopoli.
Dopo la tragica battaglia di Matzikert (1071) i Selgiuchidi - fervorosi musulmani - si sono spinti sino a Gerusalemme (1076) e tutto l'Antiocheno è in mano ad un emiro loro vassallo. Tre anni (1079) passa sotto il controllo di Filoteros, avventuriero armeno, che è riuscito a crearsi un pricnipato indipendente dai Bizantini e Selgiuchidi. Ma per breve. Infatti con la Prima Crociata la città va sotto il Principato Crociato di Antiochia che durerà per 170 anni. Nel maggio 1268 i mammelucchi d'Egitto di Baibar I distrussero la regione sottomettendola.

Dall'Impero ottomano

Il sultano turco Selim I Yavuz (feorce) è nato a Trebisonda e parla greco come lingua materna, figlio di Maria di Duvera rimasta leggendaria per la sua bontà. cuore di fata... ospita pellegrini e tiene una mensa per i poveri. È soprannominata Gülbahar" (rosa di Primavera). Succeduto a Beyazit II nel 1512, sconfigge due anni dopo lo scià di Tabriz, Islamil, poi muore contro i Mammelucchi d'Egitto (1515), conquistando il Cairo (1517), ingrandendo enormemente l'Impero. Trascorrono i secoli. Nel 1831, approfittando della debolezza dell'impero turco di Mahmut II, Mehmet Ali - vice re d'Egitto - s'impossessa dell'Antiocheno, ma lo deve restituire nel 1840 su intervento diplomatico di alcune Potenze d'Europa.

La rinascita civile e cristiana della città nel XIX secolo

Per molto tempo la città rimase molto povera a causa delle mareggiate che l'avevano invasa e alle paludi che ne sono seguite. Nel XVII-XVIII secolo a poco a poco qui sono arrivati degli Alevitii, seguiti dai cristiani di Aleppo di cui era il porto naturale.  Dopo di loro sono arrivati i Levantini come i Belfante, i Catoni, i Levante, i Lupi, i Cantalupo che erano, generalmente degli agenti marittimi. In seguito queste famiglie sono state, fino a poco tempo fa, a capo di tutte le agenzie marittime della Turchia, della Siria e del Libano. Il XIX secolo fu un rigogliere di chiese e scuole cristiane che venivano costruite nella città a mano a mano che andava crescendo il numero dei cristiani. La loro presenza vide però un brutto calo con la Prima Guerra Mondiale.
Alla fine della Prima Guerra Mondiale (armistizio di Mudros, 30 ottobre 1918) l'armata francese di Siria occupa l'antiocheno e la Cilicia, ricevendo mandato dalla Società delle Nazioni sulla regione. Nel 1920 si costituisce il Sangiaccato autonomi di Alessandretta. (che include Antiochia) sotto l'autorità dell'alto Commissario di Francia in Siria; infine ricongiunto alla Siria nel 1937 sotto mandato francese. Nell'estate 1939 la Francia - per assicurarsi la neutralità turca in caso di guerra dalla Germania - cede il sangiaccato di Alesandretta ad Inonü, presidente della repubblica di Anakara. Il nome di Alessandretta ritorna alla cronaca durante la Seconda Guerra Mondiale. I marinai italiani della Decima Mas dell'Ammiraglio Borghese dalla base segreta di Alessandretta compirono un incursione: fecero saltar ein aria una nave greca che avrebbe fornito materiale bellico all'Inghilterra... la stessa cosa fu fatta anche nel porto di Mersina (Operazione stella 1943).
Nel 1918, gli Aleviiti costituivano la maggioranza della popolazione. Il ritiro delle truppe francesi dalla Cilicia (1923) portò però un grande flusso di rifugiati:  Assiri,  Armeni,  Caldei,  Arabi,  Ebrei, insieme ad altre minoranze  che sono fuggite dalle truppe Kemaliste. Alcuni di questi rifugiati sono rimasti. Molti hanno continuato la fuga verso altre città della Siria, del Libano e anche degli Stati Uniti.
Gli Armeni erano molto numerosi: un importante campo attiguo al Collegio dei Fratelli delle Scuole Cristiane, era stato preparato per loro. Noubar Martayan è stato per lungo tempo il capo della Comunità Armena ad Alessandretta, questa città è stata la sola al mondo, al di fuori dell'Armenia, ad avere una popolazione a maggioranza armena.
Qui si parlava arabo,  siriano,  caldeo, armeno, curdo,  greco,  francese, inglese e  i dialetti del Caucaso. Per rispondere ai bisogni spirituali e culturali di questi rifugiati si sono costruite delle scuole e delle chiese essendo divenute insufficienti quelle che già esistevano (la storia di questi edifici si può leggere in dettaglio nelle altre pagine).
Tutta questa gente di lingua e di origini differenti coabitavano in perfetta armonia e il livello culturale era notevole. Ma, un giorno, tutto questo mosaico si è rotto. L'annessione alla Turchia e gli avvenimenti che sono seguiti hanno fatto sparire un ambiente che invece sopravvivrà  ancora per trentacinque anni in Libano. I nostalgici di questo periodo si contano a milioni. Sovente hanno l'impressione d'avere avuto un miraggio.

Il cristianesimo dopo l'annessiona alla Turchia

Coll'annessione alla Turchia (1939) venne fatto chiudere subito il Colleggio dei Fratelli delle Scuole Cristiane e trasformato in scuola statale. Nel dicembre 1939 A Erzican si ebbe un terremoto di grandissima intensità che fece decine di migliaia di vittime, di feriti e ha provocato grandissimi danni materiali. La soluzione è stata già ben collaudata e consisteva nel relegare i sinistrati nelle zone scelte per gli esodi. E, in questo caso, non si sono relegate solo le persone in difficoltà. Questi sinistrati andarono a installarvisi definitivamente. Veneneo ad Alessandretta essi hanno portato con sé la loro cultura contadina e diciamo purtroppo anche l'ignoranza.
Nel 1950 Semsettin Mursaloğlu era il Sindaco del Comune di Iskenderun.  Per avere degli elettori in suo favore ed essere rieletto ha avuto l'idea di portare della gente dalla regione di Mardin e da Birecik. Coloro che hanno accettato di venire, in genere, erano dei contadini: della gente totalmente incolta, e sono diventati dei banditi di lunga strada.  Si è loro permesso di costruire sui terreni circostanti la città delle “Gece Kondu”. Si tratta di baracche che hanno costruito in una notte e che le Autorità non possono distruggere. Questi quartieri sono diventati il centro di tutti i traffici.  Non solo vi hanno imposto la loro cultura arcaica, ma anche le loro bande mafiose.
Il Sindaco Mete Aslan, ha avuto il coraggio e il merito di sbarazzarcene in buona parte e di distruggere questi covi. Ma il male è sempre lì. Un piccolo giro in città è sufficiente per convincerci. Da allora, quelli che vivono lì non sono poi meglio di loro; questi hanno voluto, ad esempio, un secondo cimitero municipale dove non entrano assolutamente i non-musulmani perché la presenza di questi ultimi causerebbe un danno alla purezza della loro fede.
Si è notato che questi credenti portano delle maschere speciali quando sono in aereo o in autubus ermeticamente chiuse. Questo perché l'aria che esce dai polmoni di un non credente non sfiorerà i polmoni di un "Credente" che viaggia con lui. Lo stesso per le trasfusioni di sangue utilizzano il sangue donato da un Credente. I rilievi scientifici quali l'Rh+ o Rh- non sono assolutamente validi ne necessari in questi casi. La fede è la loro protezione. Alessandretta oggi conta circai 200.000 abitanti.













 
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